Un amore oltre la vita – L’eredità di un legame

Un amore oltre la vita – L’eredità di un legame

Chi ama protegge. Proteggere è la più bella voce del verbo amare (Cit.Anonima)

Tanti sono i motivi per cui un cane entra in canile, non ultimo quando viene a mancare il suo compagno umano e nessun familiare o erede è disposto a prendersi cura del quattro zampe rimasto solo.

A tal proposito, vogliamo condividere l’articolo della D.ssa Olga Pataccini, per una scelta consapevole che tuteli i nostri compagni di vita, soprattutto se si vive soli o non si ha una famiglia che possa o che voglia, nell’eventualità, farsene carico.

CONOSCERE LA NORMATIVA AIUTA UNA SCELTA CONSAPEVOLE

<<Se guardo i post con richieste di adozioni che mi arrivano dalle chat delle “cagnare”, vedo che tantissimi riguardano cani e gatti di persone anziane che non ci sono più, animali spesso anche loro anziani e che dopo una vita sul divano rischiano di terminare i loro giorni in un canile, triste sorte anche se finiscono in uno dei nostri rifugi,
tutti complessivamente ben gestiti.

Lungi da me esprimere giudizi sui parenti: se nella mia esperienza professionale ho visto figli e nipoti accettare ben volentieri l’appartamento ma non il cagnino o il gatto, messi letteralmente per strada senza remore né pietà, ho conosciuto anche parenti che si sono fatti in quattro per adottare il peloso o se ciò non era materialmente
fattibile – per condizioni di vita o perché la convivenza con gli animali di casa era davvero impossibile – garantire una nuova sistemazione idonea. Per evitare rischi di abbandono e cercare la soluzione più confortevole possibile potremmo nominare i nostri pelosi nel testamento per garantire loro un “reddito”, tenendo però presente che in Italia gli animali sono sempre una “res”, cioè una cosa e non hanno la capacità giuridica di ricevere beni in eredità; non possiamo quindi scrivere “il mio fedele cane è il mio unico erede”, pena la nullità dell’atto.

Come possiamo fare per salvaguardare chi ci è stato vicino fino alla fine, senza chiedere né aspettarsi nulla? Poiché il nostro beneamato non è per legge un soggetto in grado di ereditare beni, possiamo adottare due strategie: nominare erede universale una persona o un familiare di fiducia legando il lascito testamentario all’obbligo di
provvedere ai quattrozampe oppure nominare erede un’associazione animalista destinando il patrimonio alla cura dell’animale caro e di altri soggetti bisognosi.
Nel primo caso occorre mettere nel testamento una clausola che indichi con precisione come svolgere il lavoro di cura dell’animale seguendo le volontà del defunto, io personalmente vincolerei anche un’altra persona di fiducia (il veterinario? un caro amico che conosce e rispetta il nostro amore per i pelosi?) per controllare che tutto venga svolto secondo quanto indicato.

Il testamento a favore di animali non può ledere le quote degli eredi legittimi, anche se magari ci piacerebbe tanto, verrebbe subito impugnato. Chi ha diritto ad ereditare, cioè il coniuge, i figli e gli ascendenti legittimi non perde la quota detta appunto “la legittima”, che spetta per legge, ma eventualmente solo quella disponibile da destinare a chiunque decidiamo, come ho già detto non direttamente al cane o al gatto, ma ad associazioni animaliste o a una persona di fiducia che possa occuparsi di loro. Per gli eredi può essere una brutta sorpresa, indipendentemente dall’entità del patrimonio e per essere sicuri che non venga impugnato e che le nostre volontà vengano rispettate consiglio di chiedere sempre la consulenza di un notaio.>>

DOTT.SSA  OLGA PATTACINI

MEDICO VETERINARIO

 
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